Bugada
Biografia


1903 / '26
Carlo Bugada - ultimo (e unico maschio) dei quattro figli di un agiato agricoltore - nasce a Cremona, il 17 dicembre 1903.
Nel '15 viene iscritto al Liceo-ginnasio di Celana Bergamasco, presso il cui collegio vive per quattro anni; nel '19 abbandona lo studio e - con l'appoggio delle sorelle e con il consenso rassegnato del padre - inizia a frequentare (per una prima ordinata formazione pittorica) lo studio del pittore cremonese Carlo Vittori.
Dal 1922 al 1924 frequenta - a Parma - l'Istituto statale d'arte Paolo Toschi: due anni alla scuola di Daniele De Strobel e Paolo Baratta; termina il biennio e si iscrive all'Accademia di Brera, ove gli sono compagni De Rocchi, Usellini, Moro, De Amicis.

1927
Si diploma all'Accademia di Brera, sotto la guida di Ambrogio Antonio Alciati.
Torna a Cremona e si accosta agli artisti del luogo: Iginio Sartori, Bertazzoli, Bonacina e Guarneri.

1928 / '36
Coopera alla fondazione della sezione cremonese del Sindacato regionale di Belle Arti ed espone nelle collettive regionali di Milano e di Cremona.
Un superficiale recensore definisce “fosca” un'opera esposta in una mostra del '29 ed una miope giuria cremonese gli respinge un dipinto nel '36; ritiene che il suo lavoro non possa trovare adeguato ascolto e si allontana dalle scene.

1937 / '72
Vive in volontario isolamento, dipingendo ma rifiutandosi di esporre. Ciò non giova certamente alla divulgazione della sua opera; ma la sua scelta coincide con una precisa intenzione di libertà e soprattutto si fonda sulla limpida consapevolezza che il fare arte porta a legare, nell'opera, non le voci stentoree di un discorso che si impone dall'esterno, ma la risposta interiore di un pensiero che filtra e approfondisce.

1973
Dopo 37 anni, ricompare sulla scena pubblica: Elda Fezzi - perspicace nell'intuire i valori indipendentemente dalla reputazione mondana degli artisti che la interessavano - lo convince ad esporre in una personale a Cremona in Palazzo Martini e - pochi mesi dopo - Raffaele De Grada lo presenta (con il fine di render giustizia critica all'importanza del suo itinerario creativo) in una personale a Brescia, nella Galleria S. Benedetto. Il successo arride ad entrambe le mostre; Elda Fezzi - che non spreca gli aggettivi, è parca negli elogi e non azzarda positivi giudizi se non su basi certe - giudica il Bugada “una personalità di eccezione”.

1974
Muore il 4 febbraio, a causa di un ictus.

1975
Nel Palazzo della Permanente - a Milano, in giugno - viene inaugurata (con opere dal 1926 al 1974) la prima postuma antologica. A tale retrospettiva ne segue una seconda - a Cremona, nel Palazzo Comunale - che viene inaugurata nel mese di dicembre.

Anni successivi
Le sue opere sono esposte in mostre personali in varie località: a Brescia nella Galleria L'Incontro, a Milano nella Galleria Il Baguttino e nella Galleria La Nuova Sfera, a Cremona nella Galleria Il Torrazzo e nella Galleria Il Triangolo, a Monticelli d'Ongina nel Museo Civico e nella Galleria Quasar, a Rapallo nell'Antico Castello, a Sabbioneta nel Salone della Pro Loco e a Gazoldo degli Ippoliti nel Museo d'Arte Moderna.